Sul ponte sventola bandiera gialla (semicit.)

La Sardegna sta per tornare in zona gialla. Potrebbe succedere addirittura subito dopo Ferragosto. Sebbene in moltissimi abbiamo già completato il ciclo vaccinale, gli ospedali (e le terapie intensive) stanno ricominciando a riempirsi di malati di Covid. La novità è che quasi tutti sono non vaccinati: per patologie che non consentono la vaccinazione, per contrattempi vari o per presa di posizione.

Detto questo, tante grazie a chi si sente invulnerabile al punto di snobbare un vaccino che può aiutare ad evitare il ricovero o, peggio, un’eventuale intubazione.

Mentre lorsignori fanno allo Stato una guerra ideologica, gli ospedali stanno di nuovo rallentando le altre visite. Già adesso le previsioni sui futuri morti di cancro, per esempio, sono allarmanti, visto che, durante le precedenti ondate dei contagi, la prevenzione di certi tumori sono completamente saltate perché gli ospedali erano strapieni di malati di Covid. Ma allora non c’era il vaccino. Adesso ce ne sono almeno 3 e intasare di nuovo gli ospedali solo per portare avanti un’ideologia egoistica e incomprensibile è da irresponsabili. Poi, di fronte al numero dei morti, si potrà tirare in ballo la sfortuna, il fato o Dio. Ma la realtà è che avrà trionfato l’egoismo di chi non ha voluto darla vinta al sistema (lo stesso discorso vale per l’uso della mascherina e il mantenimento delle distanze) senza pensare alle inevitabili conseguenze.

Ormai non si ha più la percezione dell’altro e questo fatto, oltre ad essere una cosa triste, è anche pericolosa perché siamo tutti “l’altro” di qualcuno: tutti possiamo vedere i nostri diritti calpestati da chi non ha intenzione di adempiere ai propri doveri (sociali, morali etc) e quando ci succede ci sentiamo feriti. Tutti.

Che lo vogliamo o no, siamo tutti sotto lo stesso cielo.