Le ragazze di Osaka

Fonte: Youtube



“Le ragazze di Osaka”

Mi sento solo in mezzo alla gente

Osservo tutto ma non tocco niente

Mi sento strano e poco importante

Quasi fossi trasparente e poi

Resto fermo e non muovo niente

La sabbia scende molto lentamente

L’acqua è chiara e si vede il fondo

Limpido finalmente

Ma no, non voglio essere solo,

Non voglio essere solo,

Non voglio essere solo mai.

Al nord del tempio di Kasuga

Sulla collina delle giovani erbe

Mi avvicinavo sempre di più a loro

Quasi per istinto

Sagome dolci lungo i muri

Bandiere tenui più sotto il sole

Passa un treno o era un temporale

Sì, forse lo era.

Ma lei chinava il capo poco

Per salutare in strada

Tutti quelli colpiti da stupore.

Da lì si rifletteva chiara

In una tazza scura

In una stanza più sicura ma no.

Non voglio esser solo

Non voglio esser solo

Non voglio esser solo mai

– Eugenio Finardi –


“E’ stata scritta quando nacque mia figlia Elettra, afflitta dalla sindrome di Down. Ebbene, come padre, come uomo, provai una profonda solitudine. Quando andai all’ospedale, c’erano i lettini che davano sulla vetrata con i neonati, con i loro padri festanti a guardarli attraverso il vetro. Mia figlia non c’era ed io ero seduto da parte. Fu una sensazione fortissima, la solitudine è una cosa che ti piglia dentro”.

– Eugenio Finardi –