In un giorno di pioggia


Fonte: Youtube


“In un giorno di pioggia”

Is è mo laoch, mo ghile mear (*)
Is è mo Shaesar
ghile mear
Ni fhuras fein aon tsuan as sean
o chuaigh i gcein mo ghile mear

Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po’ rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d’estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno e ti copri di rosso e fiorisci d’estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull’aria di un Reel.

– Modena City Ramblers –


(*) Le informazioni riportate qui di seguito sono tutte copiate dal sito https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=3235

Fonte: Youtube

Mo Ghile Mear

Seal da rabhas im’ mhaighdean shéimh,
‘S anois im’ bhaintreach chaite thréith,
Mo chéile ag treabhadh na dtonn go tréan
De bharr na gcnoc is i n-imigcéin. 

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh i gcéin mo Ghile Mear. 

Bímse buan ar buaidhirt gach ló,
Ag caoi go cruaidh ‘s ag tuar na ndeór
Mar scaoileadh uaim an buachaill beó
‘S ná ríomhtar tuairisc uaidh, mo bhrón. 

Ní labhrann cuach go suairc ar nóin
Is níl guth gadhair i gcoillte cnó,
Ná maidin shamhraidh i gcleanntaibh ceoigh
Ó d’imthigh uaim an buachaill beó. 

Marcach uasal uaibhreach óg,
Gas gan gruaim is suairce snódh,
Glac is luaimneach, luath i ngleo
Ag teascadh an tslua ‘s ag tuargain treon. 

Seinntear stair ar chlairsigh cheoil
‘s líontair táinte cárt ar bord
Le hinntinn ard gan chaim, gan cheó
Chun saoghal is sláinte d’ fhagháil dom leómhan. 

Ghile mear ‘sa seal faoi chumha,
‘s Eire go léir faoi chlócaibh dubha;
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó luaidh i gcéin mo Ghile Mear.

Seán Clárach MacDomhnaill

Seán Clárach MacDomhnaill – Poeta e cantore settecentesco irlandese di lingua gaelica (1691-1751), Seán Clárach MacDomhnaill (o John Clare McDowell in grafia inglese. Fonte: qui).



Versione inglese letterale di J.Mark Sugars (1997)
Literal English version by J. Mark Sugars (1997)

http://ingeb.org/songs/moghilem.html

MY GALLANT DARLING

Once I was a gentle maiden,
But now I am a spent, worn-out widow,
My consort strongly plowing the waves
Over the hills and far away. 

He is my hero, my Gallant Darling,
He is my Caesar, a Gallant Darling;
I’ve found neither rest nor fortune
Since my Gallant Darling went far away. 

Every day I am constantly enduring grief,
Weeping nitterly and shedding tears,
Because my lively lad has left me
And no news is told of him- – – alas! 

The cuckoo does not sing cheerfully at noon
And the sound of hounds is not heard in nut-tree woods
Nor summer morning in misty glen
Since my lively boy went away from me. 

Noble, proud young horseman,
Youth without gloom, of pleasant countenance,
A swift-moving fist, nimble in a fight,
Slaying the enemy and smiting the strong. 

Let a strain be played on musical harps,
And let many quarts be filled on the table,
With high spirit, without fault, without gloom,
That my lion may receive long life and health. 

Gallant Darling for a while under sorrow,
And Ireland completely under black cloacks,
I have found neither rest nor fortune
Since my Gallant Darling went far away.


Versione inglese cantabile, sempre di J.Mark Sugars (1997)

MO GHILE MEAR
(My Gallant Darling)

Once I was fair as a morn of May,
Now all I do is grieve and pray,
And scan the surging ocean waves
Since my gallant laddie went away. 

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh in gcéin mo Ghile Mear. 

Pain and sorrow are all I know,
My heart is sore, my tears a’ flow
Since o’er the seas we saw him go
No news has come to ease our woe. 

In chestnut trees no birdsong sounds,
The glens no more echo with coursing hounds,
Winter’s gloom lasts all year ‘round,
Since my laddie left for to seek his crown. 

A proud and youthful chevalier,
A highland lion of cheerful mien,
A slashing blade, a flashing shield,
Fighting foremost in the field. 

Come, drain your cups as wild harps play
Let every Celt praise his noble name
As long as blood flows in your veins
Raise a toast for his health, wish him length of days. 

Hero whose hopes have turned to smoke,
Erin all wrapped in mourning cloak,
I watch and wait, I dread my fate,
Since my gallant laddie went away.


Fonte: Youtube

Versione italiana da ontanomagico

Un tempo ero una dolce fanciulla
ora sono una vedova in stracci
il mio sposo valica le onde del mare
e cammina sulle colline dell’esilio

Lui è il mio eroe, il mio affascinante amore,
lui è il mio Cesare, il mio amore, 
non ho trovato né pace nè fortuna
 da quando il mio amore è partito

Ogni giorno sono sempre depressa
e verso amaramente copiose lacrime
perchè il mio amore pieno di vita se n’è andato
e ahimè nessuna sua notizia ricevo

Il cuculo non canta allegramente a mezzogiorno
e non si sente l’abbaiare dei levrieri nei boschi di nocciolo
non esiste più l’estate nelle valli nebbiose
da quando se n’è andato, il mio amore pieno di vita

Nobile, orgoglioso, giovane cavaliere
guerriero senza tristezza, dal viso piacente
dal pugno pronto, rapido nella lotta
che sconfigge il nemico e colpisce il forte.

Che si intonino arie su arpe armoniose
e che si riempiano molti bicchieri
con animo sollevato senza colpa o tristezza
brindiamo alla vita e alla salute del mio leone

Sfolgorante amore ora attraversiamo un periodo di dolore
e tutta l’Irlanda si ricompre di un manto nero
non trovo pace nè fortuna
da quando il mio amore è partito.


Spiegazione.

In realtà, nelle intenzioni dell’autore si trattava di una canzone allegorica di ambito politico (Giacobita), dove la “vedova in stracci” è l’Irlanda stessa, e il suo “Ghile Mear” (“prode innamorato”) è il principe Carlo Stuart, detto familiarmente “Bonnie Charles” (“bel Carlo”). Ma col tempo, persasi la coscienza degli avvenimenti, è diventata un semplice lamento di una donna per il suo innamorato lontano in guerra; e così la accogliamo nella nostra raccolta. Da notare che, nell’Irlanda di lingua gaelica (“Gaeltacht”), viene cantata tradizionalmente nei pubs al momento della chiusura, quando il gestore tenta di…sgomberare il locale dagli avventori. I quali, per ritardare il momento di tornare a casa, e per bersi un ultimo bicchiere, intonano questa canzone dall’andamento triste e melancolico.

31 pensieri riguardo “In un giorno di pioggia

    1. Grazie. 😊

      L’ Irlanda è una delle mie fisse. Non so perché ma è un ‘tema ricorrente’ nella mia vita: quand’ero piccola mio padre si era divertito ad insegnarmi i nomi delle nazioni del mondo e mi era rimasta impressa la distinzione fra Eire e Irlanda del Nord. Poi all’Uni il docente di Lett. Inglese aveva spiegato la poesia irlandese e le favole di Wilde (ho biennalizzato Lett. Inglese) e lì è scoppiato l’amore per l’Irlanda. Da allora va a periodi e pare adesso che stia tornando… 🙂

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      1. io ho lavorato a Dublino come cameriera in un pub per tre mesi in estate ai miei 18 anno, quindi ai tempi dei dimìnosauri! e ci ritorno quando posso con mia figlia che ci ha studiato! l’Irlanda è un paese unico nel bene e nel male ahahah e lo amo perdutamente!

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        1. Dài!! Che meraviglia! 🥰🥰🥰
          Io ci sono stata solo attraverso i libri, le canzoni e il web. Ma hai ragione: nel bene e nel male è una terra unica. Se non fosse così soffocantemente cattolica sarebbe il mio Paese ideale.

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