Walking in my shoes

Fonte: Youtube


“Walking In My Shoes”

I would tell you about the things they put me through
The pain I’ve been subjected to
But the Lord himself would blush
The countless feasts laid at my feet
Forbidden fruits for me to eat
But I think your pulse would start to rush

Now I’m not looking for absolution
Forgiveness for the things I do
But before you come to any conclusions
Try walking in my shoes
Try walking in my shoes

You’ll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes
If you try walking in my shoes

Morality would frown upon
Decency look down upon
The scapegoat fate’s made of me
But I promise now, my judge and jurors
My intentions couldn’t have been purer
My case is easy to see

I’m not looking for a clearer conscience
Peace of mind after what I’ve been through
And before we talk of any repentance
Try walking in my shoes
Try walking in my shoes

You’ll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes
If you try walking in my shoes
Try walking in my shoes

Now I’m not looking for absolution
Forgiveness for the things I do
But before you come to any conclusions
Try walking in my shoes
Try walking in my shoes

You’ll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes
You’ll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes
Try walking in my shoes
If you try walking in my shoes
Try walking in my shoes

– Depeche Mode –

A.

Idiosincrasia per i latticini


(post del 17 settembre 2009)


Ho sempre odiato a morte i latticini. E’ una vera e propria repulsione, un’avversione totale che mi accompagna fin da quand’ero piccola. Non li sopporto nel modo più assoluto. La loro vista vista o anche soltanto il loro…odore (leggi ‘puzza insopportabile’) mi dà delle crisi d’ansia e sento il bisogno di andarmene dall’ambiente ‘inquinato’ quanto prima. Lo so che può essere difficile da capire, ma io ci sto malissimo. Certo, visto che non mi riempio di bolle quando mi trovo vicino a quel tipo di alimento, non posso dire di essere allergica, ma per me è comunque un supplizio.

Ciò che mi urta terribilmente è la mancanza di rispetto che tante persone hanno nei miei confronti, soprattutto quando salgono in cattedra e pretendono di insegnarmi la vita dicendomi che ‘devo avere pazienza, perché se agli altri piacciono io devo saperlo sopportare’ oppure che ‘devo vincere questa mia avversione perché tanto ci sto male solo io’.

Ma che ragionamento del cacchio è?! Io non devo vincere un bel niente. Io così ci sono nata, anche se la maggior parte della gente non lo vuole capire. Quasi tutte le persone con le quali ne parlo sostiene che il mio è un ‘vizio’, ‘un capriccio’… Qualcuno ha persino provato a tendermi un’imboscata, invitandomi a pranzo e camuffando latticini più o meno molli nei piatti preparati per me. Inutile dire che quelle leccornie sono finite dritte dritte nel secchio dell’immondizia già dopo il primo boccone. E chi se frega se il cuoco di turno c’è rimasto male.

Sono capace di rompere un’amicizia per una vigliaccata del genere. E parlo sul serio. Anche perché chi si proclama mio amico non può pensare di mettermi alla prova in quel modo sapendo quanto poi ci potrei stare male. Se lo fa vuol dire che è pronto a rischiare la nostra amicizia.

In linea di massima, comunque, cerco sempre di risolvere il problema alla radice rinunciando a cene o pranzi nei quali potrebbe non mancare quel tipo di alimento. La cosa divertente e perversa insieme è che la gente ci resta male. Alcuni pretenderebbero di avermi fra i commensali pur sapendo che dovrò sopportare vista/tanfo di qualche latticino. E allora mi chiedo: chi è intollerante e chi intollerato? Oscar Wilde sosteneva che “una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa, ma che lo sarebbe se volesse che tutti i fiori del prato fossero rose e fossero rosse” (ho citato a memoria).

Un’altra cosa che mi fa decisamente incazzare sono le battute su questo argomento. Non sono permalosa; tutt’altro. Prima di sfidare qualcuno a duello sono sempre pronta allo scherzo, anche se l’oggetto dello stesso sono io. E’ solo che ormai ne ho piena la vita (e non solo quella. ) di battute del tipo << Ehi, nascondete quel parmigiano (o qualunque altro latticino ci sia nei dintorni), altrimenti se lo mangia tutto “…” >> (il soggetto sottinteso sarei io). Ecco, queste battute ormai mi hanno seriamente rotto. Io ho sempre fatto buon viso a cattivo gioco perché una battuta resta nell’aria solo pochi minuti (quelle scadenti anche meno), ma ora direi che può bastare così. Fare cabaret sui punti deboli degli altri è fin troppo facile. Bisognerebbe essere così intellettualmente raffinati da pensare che se mancano gli argomenti su cui fare dell’umorismo…si dovrebbe rinunciare a fare dell’umorismo. E’ tanto difficile da capire?

A volte mi viene spontaneo augurare a chi mi giudica ‘difettosa’ di sperimentare un’avversione, un’idiosincrasia come la mia. …Sono sicura che la voglia di riderci su gli passerebbe di colpo.