Tipi psicologici e un test

 

 

 

Jung definisce il tipo psicologico come ciò  “che determina e limita il giudizio dell’uomo” tal che “ogni modo di considerare le cose è necessariamente relativo, vale a dire influenzato “dal modo con cui l’individuo si rivolge al mondo, il suo rapporto con gli uomini e le cose.

 

I tipi psicologici da lui individuati – nel suo saggio intitolato, appunto “Tipi psicologici” – si dividono in 8 tipi fondamentali e corrispondono al modo in cui ogni individuo si rapporta al mondo circostante. Dice Jung:

 

«Il tipo è un esempio od un modello delcarattere peculiare di una specie o di una collettività. Nel senso più ristretto di questo lavoro, il tipo è un modello caratteristico di un atteggiamento generale, che si manifesta sotto diverse forme individuali. Dei numerosi tipi possibili in questa sede ne ho definiti quattro; essi sono quelli che seguono le quattro funzioni psichiche fondamentali: il pensiero, il sentimento, l’intuizione, la sensazione. Quando un tale atteggiamento è abituale e caratterizza l’individuo, io parlo di tipo psicologico. I tipi basati sulle funzioni fondamentali si possono chiamare: tipo di pensiero (o logico), tipo sentimentale, tipo intuitivo, tipo sensoriale; tutti questi tipi si dividono in razionali e irrazionali. Ai primi appartengono il tipo di pensiero e quello sentimentale; ai secondi il tipo sensoriale e il tipo intuitivo. Infine, le preferenze della libido permettono di distinguere introversi ed estroversi. Tutti i tipi fondamentali possono appartenere ad ambedue le classi, secondo che domini l’introversione o l’estroversione».

 

Jung arriva, quindi, a ipotizzare l’esistenza di otto tipi psicologici: il tipo pensiero-estroverso, il tipo sentimentale-estroverso, il tipo intuitivo-estroverso, il tipo sensoriale-estroverso, il tipo pensiero-introverso, il tipo sentimentale-introverso, il tipo intuitivo-introverso, il tipo sensoriale-introverso.

 

Così Jung definisce l’introversione:

 

«Chiamo introversione il rivolgersi della libido verso l’interno del soggetto. Questo fatto esprime un rapporto negativo del soggetto verso l’oggetto. L’interesse non si dirige verso l’oggetto, ma si ritira e ritorna verso il soggetto stesso.
L’uomo introverso pensa, sente e agisce in un modo che mostra chiaramente che è il soggetto a determinare ogni suo atteggiamento, mentre l’oggetto ha solo un’importanza secondaria. L’introversione può avere un carattere intellettuale o affettivo; essa può anche avere come suo carattere distintivo l’intuizione o la sensazione; essa è attiva se il soggetto vuole isolarsi dall’oggetto; è passiva quando il soggetto è incapace di ricondurre sull’oggetto la libido che se ne ritrae. L’introversione abituale è caratteristica del tipo introverso».

 


Definisce invece così l’estroversione:

 

«Estroversione significa orientamento della libido verso l’esterno. Chiamoestroverso un rapporto del soggetto con l’oggetto tale che l’interesse soggettivo si muove positivamente versol’oggetto. Nello stato di estroversione si pensa, si sente e si agisce relativamente all’oggetto, in modo evidente e direttamente percettibile, tanto che l’atteggiamento positivo del soggetto riguardo all’oggetto è fuori di dubbio. In un certo senso, è un atto di trasferimento dell’interesse del soggetto nell’oggetto. Se si tratta di un’estroversione del pensiero, il soggetto si pensa in qualche modo nell’oggetto; se si tratta invece di un’estroversione del sentimento, questo compenetrerà l’oggetto come dall’interno. Nello stato di estroversione il soggetto è fortemente ma non esclusivamente condizionato dall’oggetto. L’estroversione è attiva quando è intenzionale, voluta dal soggetto; passiva, al contrario, quando è l’oggetto che l’ottiene con forza, attirando, suo malgrado, l’interesse del soggetto. L’estroversione abituale produce il tipo estroverso»

 

 

Sulla classificazione di Jung sopra riportata si basa il cosiddetto Indicatore di personalità di Myers-Briggs – o MBTI (Myers-Briggs Type Indicator).


Questo indicatore fu elaborato da Katharine Cook Briggs e sua figlia Isabel Briggs Myers, durante la seconda guerra mondiale per aiutare le donne, che stavano entrando per la prima volta nel mondo del lavoro per colmare il vuoto lasciato dagli uomini, impegnati in guerra, a capire quali fossero i mestieri più adatti a loro. 

 

Jung propose l’esistenza di due coppie dicotomiche di funzioni cognitive:

 

la coppia di giudizio o razionale: ragionamento e sentimento

la coppia di percezione o irrazionale: intuizione e sensazione.

 

Ogni persona esprimerebbe queste funzioni prevalentemente “verso gli altri” (in maniera estro-versa) oppure “verso la sfera interiore” (in maniera intro-versa).

 

Partendo dalle date le dicotomie estroverso/introverso, ragionamento/sentimento, sensazione/intuizione, la teoria di Jung individua otto possibili archetipi di personalità.

 

Nell’indicatore di Myers-Briggs aggiunge quarta dicotomia – giudizio / percezione –  che individua quale delle funzioni l’individuo utilizza preferibilmente nel suo rapporto col mondo esterno.

 

Questo indicatore, quindi, arriva ad individuare  16 tipi psicologici.

 

Le quattro coppie di caratteristiche sono così schematizzate:

 

Dicotomie: 

 

Estroversione (E) – (I) Introversione


Sensitività (S) – (N) Intuizione


Ragionamento (T) – (F) Sentimento


Giudizio (J) – (P) Percezione

 

Le lettere fra parentesi fanno riferimento ai corrispondenti termini inglesi:


extraversion / ntroversion,


sensitivity / intuition,


thinking / feeling,


judgment / perception.

 

 

 

I sedici tipi di personalità individuati dall’MBTI sono, quindi:

 

 

ISTJ  ISFJ  INFJ  INTJ


ISTP  ISFP  INFP  INTP


ESTP  ESFP  ENFP  ENTP


ESTJ  ESFJ  ENFJ  ENTJ

 

 

 

 

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Tipi_psicologici e https://it.wikipedia.org/wiki/Indicatore_Myers-Briggs

 

 

Esistono alcuni test della personalità basati sull’indicatore MBTI; questo è uno

 

https://www.16personalities.com/it

 

Io l’ho rifatto a distanza di tempo e ho notato un cambiamento nel mio modo di intendere la mia vita e di gestirla. Può essere uno svago oppure un’informazione utile su se stessi. Questione di scelte… 😉

 

 

 

 

 

62 pensieri riguardo “Tipi psicologici e un test

    1. Tempo fa avevano fatto anche a me il test dell’enneagramma (io non sapevo manco cosa fosse; poi mi sono un po’ documentata): mi hanno detto che il mio enneatipo era il 6.

      Cos’è il ‘codice dei colori’? 🤔

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        1. Dài! Anche tu hai l’animo del ‘sindacalista’ (come dissero a me), allora. 😃 Solidarietà: non ce la passiamo proprio benissimo, con ‘sto senso di protezione e di giustizia. 🙈
          Cercherò il codice dei colori… Ora divento un ‘pingatto’ (come direbbe Alessandro Gianesini 😆) e comincio a curiosare nel web. 😬

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    1. Pure io! Fatto ieri: ENTJ-A. Sto diventando una capessa! 😆

      Anni fa ero stata definita INFJ, se non ricordo male. Ero più introversa e orientata al ‘sentimento’. Ora sono più cogitabonda e pragmatuca. Diciamo che anche nel mio caso ci ha preso. 😌

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            1. Guarda, anche Jung – che ha studiato e trattato una mare di argomenti relativi alla natura umana – non ha mai voluto definire come ‘teorie’ gli esiti delle sue ricerche. Così come non gli piaceva il temine ‘junghiano’. 🙂
              Era una gran persona. 🥰

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        1. Come tutti i test, anche questo lascia il tempo che trova, anche se alla fine ci azzecca parecchio.
          A me invece piacciono un sacco. Li faccio e se il risultato non mi piace me ne dimentico subito. 😁

          Certo, lo studio di Jung aveva tutt’altra serietà… 😌

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  1. interessante… anch’io personalità del sostenitore… “Il tipo di personalità del Sostenitore è molto raro, costituendo meno dell’un per cento della popolazione” … stando ai risultati letti nei tuoi commenti forse quell’1% andrebbe un pò rivisto… 😛

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        1. E’ partito tutto da Jung, quindi in un epoca in cui i computer non erano ancora ‘personal’. Poi le Myers Briggs hanno elaborato questo test in tempi di guerra… Non saprei dire se questa versione sia stata elaborata sulla base dell’osservazione e dell’indagine…diciamo ‘empirica’ o se sia stata affidata a un algoritmo. Comunque, anche nel mio caso ci ha preso: sia anni fa che quando l’ho rifatto, pochi giorni fa. Dentro sono cambiata e anche il risultato lo è. 😌

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          1. lo ripeterò per poter fare la stessa considerazione… ad ogni modo interessante… anche se ogni volta che faccio questi test sento di aver il bisogno di dettagliare e discutere le risposte con qualcuno per evitare possano essere fraintese, e con i test non si può fare… 🙂

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                1. Una volta che ne scopri la logica non ha più senso farli perché li puoi – inconsciamente o no – truccare. 😉

                  Però possono dare un’idea di alcune delle nostre caratteristiche interiori e comportamentali più evidenti. 🙂

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                  1. beh, si vero, se vuoi scoprirla per truccarli ma se vuoi farlo per pura curiosità e cultura personale poi magari un giorno quella stessa logica ti può tornare utile in altre applicazioni… 🙂 un pò l’origine del vero spirito hacker

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