Biografie in musica – Cirano

La storia di Cyrano de Cergerac è una delle più affascinanti mai scritte. Nato dalla penna di Edmod Rostand, Cyrano è uno spadaccino dall’indole sanguigna e dalla lingua tagliente che non accetta i compromessi e che si fa beffa dei propri nemici. E’ anche un uomo intelligente e autorionico e sa anche ridere di sè e del suo smisurato naso, all’occorrenza.

Ma dietro tutta questa spavalderia si nasconde il suo amore segreto per sua cugina Rossana. Quando è sul punto di dichiararsi a lei, questa gli confessa di essere innamorata del giovane cadetto Cristiano. Cyrano – l’uomo capace di affrontare da solo decine di uomini armati – ha il cuore a pezzi. Ma aiuta Rossana e Cristiano a coronare il loro sogno di stare insieme, pur sacrificando la propria felicità.

Guccini rende alla perfezione l’indole di Cyrano e ce lo mostra immaginandolo mentre scrive una lettera alla sua amata in cui le dice ciò che non ha potuto dirle e la netta differenza fra il suo carattere fumantino quando è in pubblico e la sua vena poetica quando è solo con se stesso, rende questa canzone una sintesi perfetta dell’opera di Rostand.

Se ancora non l’avete fatto, vi consiglio di leggerlo perché è spassosissmo, anche se scritto tutto in rima).

Una curiosità: Rostand si ispirò per il personaggio di Cyrano alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, filosofo, scrittore e soldato francese nato nel 1619 e morto neo 1655.



“Cirano”

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, 
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; 
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura 
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. 
Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, 
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false 
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte 
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese. 
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Ma quando sono solo con questo naso al piede 
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede 
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore 
che a me è quasi proibito il sogno di un amore; 
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, 
per colpa o per destino le donne le ho perdute 
e quando sento il peso d’ essere sempre solo 
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, 
ma dentro di me sento che il grande amore esiste, 
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi, 
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi… 

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita; 
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito 
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso, 
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; 
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. 
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco!
 

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, 
ma in questa vita oggi non trovo più la strada. 
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, 
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: 
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto 
dove non soffriremo e tutto sarà giusto. 
Non ridere, ti prego, di queste mie parole, 
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole, 
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora, 
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora 
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, 
se mi ami come sono,

per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano

– Francesco Guccini –

3 pensieri riguardo “Biografie in musica – Cirano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...