Biografie in musica

Su Ernesto <<Che>> Guevara si è detto, scritto e cantato di tutto. Roberto Vecchioni, una dozzina di anni fa, ce lo ha fatto vedere da un’angolazione privilegiata: gli occhi di sua madre. Una madre forte e fragile allo stesso tempo, che si lascia cullare dai ricordi e che continua ad aspettare il ritorno di questo suo figlio un po’ speciale pur essendo consapevole del fatto che il suo destino sia già segnato.

La canzone, contenuta nell’album "El bandolero stanco ", è una sorta di struggente dialogo immaginario fra il  <<Che>> e sua madre Celia. Come in un romanzo di formazione, le strofe centrali ripercorrono le fasi salienti della vita di Che Guevara prima della sua svolta politica: l’asma che lo afflisse da bambino, la passione per il calcio, i viaggi a bordo della “Poderosa”…

Grazie alla sua abilità narrativa e alla sua sensibilità, Vecchioni è riuscito a trasformare la vita di Ernesto Guevara in poesia che commuove, dai rumori di strada iniziali alla citazione finale di “El condor pasa”.


Fonte: Youtube


Celia De La Serna

Non scrivi più

e non ti sento più.

So quel che fai

e un po’ ho paura, sai.

Son senza sole

le strade di Rosario,

fa male al cuore

avere un figlio straordinario…

A saperti là

sono orgogliosa e sola,

ma dimenticarti…

è una parola!

Bambino mio,

chicco di sale,

sei sempre stato

un po’ speciale:

col tuo pallone,

nero di lividi e di botte,

e quella tosse, amore,

che non passava mai la notte…

E scamiciato,

davanti al fiume ore e ore,

chiudendo gli occhi,

appeso al cuore.

O madre, madre,

che infinito, immenso cielo

sarebbe il mondo

se assomigliasse a te!

Uomini e sogni

come le tue parole,

la terra e il grano

come i capelli tuoi.

Tu sei il mio canto,

la mia memoria:

non c’è nient’altro

nella mia storia:

A volte sai,

mi sembra di sentire

la “poderosa”

accesa nel cortile…

E guardo fuori:Fuser,

Fuser è ritornato!.

E guardo fuori

e c’è solo il prato.

O madre, madre,

se sapessi che dolore!

Non è quel mondo

che mi cantavi tu…

Tu guarda fuori,

tu guarda fuori sempre,

e spera sempre

di non vedermi mai.

Sarò quel figlio

che ami veramente,

soltanto e solo

finché non mi vedrai.

– Roberto Vecchioni –

Da cosa nasce cover…


” Summertime “







L’originale


 

Summertime fu composta da George Gershwin nel 1935 per l’operaPorgy & Bess .




 

Fonte: Youtube




La cover

Visto che sarebbe impossibile, o quasi, pubblicare tutte le versioni di questa canzone, ho deciso di sceglierne solo un paio. Ma l’elenco è lungo e lo si può trovare qui


Fonte: Youtube


Summertime


Summertime and the livin’ is easy

Fish are jumpin’ and the cotton is high

Oh your daddy’s rich and your ma is good lookin’

So hush little baby, don’t you cry

One of these mornings

You’re goin’ to rise up singing

Then you’ll spread your wings

And you’ll take the sky

But till that morning

There’s a nothin’ can harm you

With daddy and mammy standin’ by
 



Ella Fitzgerald & Louis Armstrong


Fonte: Youtube