So long ago so clear

Fonte: Youtube


“So long ago so clear”

Once, we did run

How we chased a million stars
and touched as only one can
Once, we did play
How the past delivered you
Amidst our youth we’d dream away, away
As if I knew the words I’m sure you’ll hear
Of how we met as you recall so well
Once, we did love
Long ago how did I forget 
Holding you so closely 
Look, how I move
Chance would have me glance at you
To know how you move me, me
All barriers fall around us as we hear
Of memories known and matters long ago, so clear


[interlude]


Once, we did run
How we chased a million stars 

 – Vangelis & Jon Anderson – 

Age

Jim Croce è uno dei miei cantanti preferiti di sempre. L’ho scoperto una ventina di anni fa ascoltando Radio Capital (quando Radio Capital era una radio che ‘suonava davvero diversa’), dove ogni tanto programmavano “I got a name” (forse il suo brano più famoso in Italia; qui il testo).

Era un cantautore dalle sonorità folk e nella voce ricordava un po’ Cat Stevens, ma lui era capace di una dolcezza e di un’intensità impalpabili e quasi carezzevoli.

Un incidente aereo se l’è portato via nel 1973. Ci restano le sue canzoni, la sua dolcezza e quella doppia ‘J’ nel suo nome che fanno ancora una volta ripensare a un destino già segnato in partenza.

Trovo “Age” un brano bellissimo: pieno di energia e di leggerezza e profondità insieme.


Fonte: Youtube


“Age”

I’ve been up and down and around and ‘round and back again,
I’ve been so many places I can’t remember where or when.
And my only boss was the clock on the wall and my only friend
Never really was a friend at all.

I’ve traded love for pennies, sold my soul for less,
Lost my ideals in that long tunnel of time.
I’ve turned inside out and around about and back and then
Found myself right back where I started again.

Once I had myself a million, now I’ve only got a dime,
The diff’rence don’t seem quite as bad today.
With a nickel or a million, I was searching all the time
For something that I never lost or left behind.

I’ve traded love for pennies, sold my soul for less,
Lost my ideals in that long tunnel of time.
I’ve turned inside out and around about and back and then
Found myself right back where I started again.

And Now I’m in my second circle and I’m headin’ for the top,
I’ve learned a lot of things along the way.
I’ll be careful while I’m climbin’ ‘cause it hurts a lot to drop,
When you’re down nobody gives a damn anyway.

I’ve traded love for pennies, sold my soul for less,
Lost my ideals in that long tunnel of time.
I’ve turned inside out and around about and back and then
Found myself right back where I started again.

– Jim Croce –

Hope In a Hopeless World


Fonte: Youtube


“Hope in a hopeless world”


Baby born in New York city
Wrapped in a blanket all tattered and worn
Mama’s doing the best that she can
It takes hope in a hopeless world

Her eldest son, he stayed in school
Listened to his mother, he never drank or used
And every job he wants he gets refused
It takes hope in a hopeless world

Looking for hope in a hopeless world
Trying to find love in these hateful times
Trying to stay strong but my mind is weak
Looking for hope in a hopeless world

Churches are full, but the prayers are not heard
Saturday’s child don’t wanna to go to Sunday school
Whatever happened to the golden rule
It takes hope in a hopeless world

Do you got a quarter for the homeless man
Spare some change for the soldiers who fought the war
Put a little money in those hats and those tins
Give them hope in a hopeless world

Looking for hope in a hopeless world
Trying to find love in these hateful times
Trying to stay strong but my mind is weak
Looking for hope in a hopeless world

Ooh, somebody out there gotta listen
Somebody out there got to know what pops been talking about
Raise your hand, raise your hands if you’re with him
Give us hope in a hopeless world

Looking for hope in a hopeless world
Trying to find love in these hateful times
Trying to stay strong but my mind is weak
Looking for hope in a hopeless world

Looking for hope in a hopeless world
Trying to find love in these hateful times
Trying to stay strong but my mind is weak
Looking for hope in a hopeless world

Can’t be standing still

– Widespread panic – 

Dream A Little Dream Of Me

Fonte: Youtube


Dream a little dream of me

Stars shining bright above you 
Night breezes seem to whisper ‘I love you’ 
Birds singin’ in the sycamore trees 
Dream a little dream of me 

Say nighty-night and kiss me 
Just hold me tight and tell me you’ll miss me 
While I’m alone and blue as can be 
Dream a little dream of me 

Stars fading but I linger on dear 
Still craving your kiss
I’m longin’ to linger till dawn dear 
Just saying this 

Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you 
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me 

Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss 
I’m longin’ to linger till dawn dear
Just saying this 

Yes, dream a little dream of me

Non è mai troppo tardi

Post del 27-2-2014

“Non è mai troppo tardi” (maestro Alberto Manzi)


Davvero.


Ho sempre ammirato questa persona, così come ammiro tutte le persone che usano la propria vita per rendere davvero liberi gli altri attraverso la Cultura. 
Ho visto la fiction su questo straordinario maestro controcorrente e mi è piaciuta.

Durante il “Festival di San Remo” Claudio Santamaria (secondo me uno degli attori migliori che abbiamo ultimamente) ha letto una lettera che il maestro Alberto Manzi ha scritto ai suoi alunni di 5a elementare. 

Sono parole semplici eppure cariche di un valore inestimabile. Parole da leggere e rileggere, magari da stampare e portare sempre con sé.


Fonte: Youtube


Cari ragazzi di quinta,
Abbiamo camminato insieme per cinque anni. Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti. Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore. Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo più felice possibile. È vero che non sempre è stato così, ma ci abbiamo messo tutta la nostra buona volontà. E in fondo in fondo siamo stati felici. Abbiamo vissuto insieme cinque anni sereni (anche quando borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti “sangue dello stesso sangue”. Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi. Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad esser voi stessi . Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe. Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra sempre identico e non lo è mai. Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, perché nessuno di voi è incapace di farlo. Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi, se voi non volete. Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello sempre in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovere ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare, e… amore, amore. Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio. Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi. E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io di voi. Ciao.


Amicizia – Jorges Luis Borges

“Amicizia” 

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita.
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
pero’ posso ascoltarli e dividerli con te.

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
Pero’ quando serve staro’ vicino a te….

Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perche’ ti sostenga e non cada.

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
Pero’ gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Pero’ posso offrirti lo spazio necessario per crescere.

Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore,
Pero’ posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.

Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
 


– Jorges Luis Borges – 

I Notturni – Mozart

Post del 1-4-2014


“Nel ‘700 le musiche strumentali che vanno sotto il titolo di notturno o degli analoghi serenata, cassazionedivertimento, sono costituite da una serie di piccoli pezzi, senza alcun legame tematico fra loro, che si apriva quasi sempre con un tempo di marcia, a cui seguivano minuetti, rondò, ecc., intercalati da qualche movimento lento (adagio, andante, andantino)..

I primi a usare il titolo notturno per simili composizioni furono Gio. Batt. Sammartini, Joseph e Michael Haydn e W. A. Mozart. Probabilmente il termine fu tratto, per una comoda analogia, da quella parte dell’ufficio della Chiesa cattolica che s’intitola appunto ‘notturno’ ”.


Così si legge nella pagina che la Treccani ha dedicato, nel proprio sito, al termine ‘notturno’.  Chi volesse leggere tutta la spiegazione può cliccare qui). 
Io e il mio coro stiamo preparando tutti i notturni di Mozart per una futura serata mozartiana e devo dire che, personalmente è una sfida vocale  davvero impegnativa. Le pause e i semitoni sono come severe regole sotto forma di segni da non trasgredire; pena: la rovinosa non riuscita del minuzioso gioco d’incastro vocale voluto dall’autore. Le melodie sono inconfondibili sin dalle prime note, al punto che anche chi non ha studiato al Conservatorio (e io non l’ho fatto; sono solo una corista) non avrà difficoltà ad esclamare “Ma questo è Mozart!”

I notturni di Mozart sono un po’ quello che oggi si potrebbe definire un “Concept album”, una sequenza di canzoni che raccontano una storia o una situazione. In questo caso ci troviamo di fronte a ciò che sperimenta un uomo che passa dalla fase dell’innamoramento a quello della delusione perché lasciato. Non ho ancora ben capito se i testi siano anonimi o se siano stati scritti dallo stesso Mozart (che pare avesse una predilezione per la lingua italiana). 

Le mie parole finiscono qui; ora ci parlerà solo la musica di Mozart.


 Due pupille amabili – Notturno Kv 439

Fonte: Youtube

Due pupille amabili

 M’han piegato il core

E se pietà non chiedo

A quelle luci belle

Per quelle, sì per quelle,

Io morirò d’amore.


Se lontan ben mio tu sei – Notturno Kv 438 

Fonte: Youtube

Se lontan ben mio tu sei

 Sono eterni i dì per me,

Son momenti i giorni miei,

 Son momenti i giorni miei,

Idol mio, vicino a te.


Ecco il fiero istante – Notturno Kv 436

Fonte: Youtube

Ecco quel fiero istante:

 Nice, mia Nice, addio.

  Come vivrò ben mio,

  Così lontan da te?

    Io vivrò sempre in pene,

  Io non avrò più bene: 

  E tu, chi sa se mai

  Ti sovverrai di me! 

Ecco quel fiero istante:

  Nice, mia Nice, addio.

  Come vivrò ben mio,

Così lontan da te?


Mi lagnerò racendo – Notturno Kv 437 

Fonte: Youtube

 Mi lagnerò tacendo 

Della mia sorte avara

Ma ch’io non t’ami, o cara, 

Non lo sperar da me.

Crudele, in che t’offendo

Crudele, in che t’offendo

Se resta a questo petto

Il misero diletto

Di sospirar per te?

Mi lagnerò tacendo 

Della mia sorte avara

Ma ch’io non t’ami, o cara, 

Non lo sperar da me.


Luci care, luci belle – Notturno Kv 346

Fonte: Youtube

Luci care, luci belle

Cari lumi amate stelle

Date calma a questo core.

Se per voi sospiro e moro

Idol mio, mio bel tesoro

Forza e solo del Dio d’amore.


Più non si trovano – Notturno Kv 549

Fonte: Youtube

Più non si trovano

 Tra mille amanti

Sol due bell’anime

Che sian costanti,

E tutti parlano

Di fedeltà!

E il reo costume

Tanto s’avanza

Che la costanza

Di chi ben ama


Leonardo Da Vinci

Ogni tanto mi capita di trovarmi a parlare di musica con qualcuno che ha davvero la passione per quel mondo e allora comincia uno scambio di titoli e nomi di cantanti/band/compositori… La cosa stupenda è proprio questo confronto che – spesso – porta due mondi diversi a crescere. La canzone che voglio proporre in questo post mi è stata lasciata sul precedente blog da uno dei miei ‘amici di blog’.

Loro sono italiani e il cantante ha una voce incredibile. Si chiamano Secret Sphere, sono di Alessandria, e questa è la meravigliosa “Leonardo Da Vinci”.


Fonte: Youtube


Leonardo Da Vinci

How many pages and hidden words?
From the abyss of time the mystery lives on
Sign of tempation, eternal quest
Ancient codes reveal the key of the holy symbol

Graceful rose, star divine
Truth reflected in the eyes of all
Graceful rose, star divine
In master’s lovin’ art she lays

Oh genius of all times universal mind
Is your heart keepin’ a secret?
The shadows on your life unsolved mysteries
Is your heart keepin’ a secret?

From the last supper, to eternal works
Under sign of the cross in the canavas of a painted
Disciples of mysteries
Cradle of the holy quest.

– Secret Sphere –